Dopolavoro Ferroviario - Bologna
ASSOCIAZIONE DOPOLAVORO FERROVIARIO BOLOGNA
gruppo ESPERANTO - PRESENTAZIONE

 >  PRESENTAZIONE:

L'ESPERANTO

La lingua internazionale è nata apposta per facilitare i contatti fra uomini che parlano lingue diverse. Il suo creatore, il dr. L.L. Zamenhof (1859-1917), diede alle stampe il primo libro (grammatica, esercizi e vocabolario) nel 1887.

È ovvio che una certa comunicazione internazionale è possibile anche con altri mezzi linguistici (le lingue nazionali), ma così il problema non è mai risolto a fondo, date le enormi difficoltà di espressione e di comprensione e (molto più grave) la conseguente "egemonia/sudditanza" che tale uso implica.

La proposta Esperanto è diversa proprio per la decisione di non voler favorire/sfavorire nessuno, oltre che per l'indiscussa facilità della lingua.

Questo tentativo "riuscito" è una vera rivoluzione storica che dal 1887 prova la possibilità di mettere ordine nel grande caos linguistico del "dopo Babele". Ogni uomo può a casa propria apprendere una lingua facile e razionale come seconda, di fianco alla propria (e alle altre eventualmente già conosciute).

Il Gruppo Esperanto

È uno dei gruppi del Circolo Culturale del DLF di Bologna, fu fondato praticamente nel 1926, immediatamente dopo l'istituzione del Dopolavoro stesso.

Si hanno anche notizie certe di ferrovieri esperantisti già attivi anche molto prima di allora (in Italia dal 1906). Del resto a Barcellona nel 1909 fu fondata una Federazione Internazionale (IFEF) e a Torino nel settembre 1922 un'Associazione Nazionale Italiana (IFEA).

Periodi favorevoli e altri molto difficili portarono al dopoguerra e alla pronta ricostituzione delle realtà associative.

Nel 1949 viene rifondata l'attività in Italia e nel 1952 quella a livello internazionale, che perdurano tuttora.

La nostra attività mira a diffondere l'Esperanto, a coordinare i ferrovieri esperantisti, ad organizzare corsi di lingua ed incontri per favorire la corrispondenza e l'amicizia, insieme con la cultura ferroviaria e l'idea della possibile pacifica convivenza internazionale.

L'Associazione Italiana Ferrovieri Esperantisti (IFEA), con sede a Bologna, ha organizzato finora quattro Congressi internazionali: 1954 Verona, 1970 Rimini, 1978 Roma, 1993 Cervia, nel quadro internazionale dell'IFEF.

Le Ferrovie e l'Esperanto

In questi anni abbondano i problemi nelle Ferrovie dovuti a recessione, trasformazioni, privatizzazioni, mancate assunzioni, ecc., e anche i ferrovieri esperantisti subiscono tutto ciò, faticando perfino a mantenere livelli raggiunti in passato. Ma essi possono e debbono essere orgogliosi dei risultati acquisiti con lavoro e costanza, un vigore non sempre riscontrabile in altre categorie.

I rapporti fra le Ferrovie (cioè le amministrazioni ferroviarie) e gli esperantisti non sono diversi dai rapporti che sussistono in altre strutture ed organizzazioni, ma è pur vero che il settore ha sempre accolto ed accoglie le istanze degli esperantisti con un po' più di sensibilità, dovuta al particolare ambito professionale, per natura aperto ai contatti.

Riconoscimenti e aiuti si manifestano principalmente per due vie: - direttamente dalle Ferrovie dei diversi Paesi, le quali stampano vari opuscoli pubblicitari o tecnici relativi ai servizi viaggiatori o merci e/o includono negli orari internazionali le pagine delle abbreviazioni e dei chiarimenti in Esperanto (le FS l'hanno fatto per 23 anni, 1968 al 1990; attualmente non vi sono neppure altre lingue); - oppure indirettamente tramite i Servizi Sociali (in Italia i DLF) che dispongono dei necessari spazi e delle strutture per le varie attività.

Si noti che a livello mondiale la FISAIC (Unione delle associazioni culturali e artistiche dei ferrovieri: in Italia il DLF) ha come terza lingua di lavoro l'Esperanto.

Si noti anche che l'UIC (Unione Mondiale delle Ferrovie), che raggruppa tutte le reti del mondo per fini di coordinamento e di sviluppo, con scambio di informazioni e di sforzi per uniformare le terminologie, ha fondato uno speciale ufficio per realizzare il progetto "RailLex" (cioè Lessico Ferroviario). In esso si opera con computer utilizzando, finora, 20 lingue fra cui l'Esperanto, e si tende ad aumentarle.

L'IFEF, per contratto, è membro del progetto stesso come una rete ferroviaria nazionale ed ha gli stessi diritti/doveri di proposta circa l'aggiornamento dei termini.

Umberto Eco ritiene che (pur in assenza di precedenti storici) nulla impedisca all'Esperanto di poter "... funzionare come lingua internazionale per le stesse ragioni per cui, nel corso dei secoli, la stessa funzione è stata svolta da lingue naturali come il greco, il latino, il francese, l'inglese o lo swahili".

Lingua di progresso e "democratica", a disposizione di tutti, l'Esperanto si sta comunque diffondendo in tutto il mondo. In quanto alla sua facilità e stupefacente creatività, basta solo provare questo mirabile strumento.

Non si può che auspicare una sua più ampia diffusione in ogni campo, a cominciare appunto da quello ferroviario, ritenendo che esso sia di per sé uno dei mezzi più validi per la diffusione della cultura di tutta l'umanità in tutti i continenti, insistendo fintanto che l'Esperanto e i suoi valori diventino patrimonio comune ... come i binari, che portano ovunque possibile.

(A cura del dott. Romano Bolognesi)

[ritorna]

[HOME DLF BO]  [GRUPPO DLF BO]  [ATTIVITÀ]  [CORSI]  [GRUPPI]  [SERVIZI E STRUTTURE]  [ASSOCIAZIONE]  [GIORNALE]
aggiornamento di questa pagina 31/03/2008